Skip to content

Come mantenere alta la motivazione nei periodi difficili

La motivazione è il motore che ci spinge ad agire per raggiungere un obiettivo. A volte nasce spontaneamente, altre volte va coltivata con impegno. Può essere intrinseca, quando deriva dal piacere o dalla soddisfazione personale di fare qualcosa, oppure estrinseca, quando è alimentata da fattori esterni come premi, riconoscimenti o doveri.

Ma c’è un aspetto fondamentale da considerare: la motivazione da sola non basta. Anche le persone più determinate attraversano momenti di calo. Ed è qui che entra in gioco la forza di volontà, la capacità di spingere avanti anche quando la motivazione vacilla. Più la alleniamo, più diventa solida e affidabile.

La forza di volontà, infatti, è la capacità di resistere alle distrazioni e alla fatica per portare avanti un compito, anche quando manca la motivazione. Spesso, infatti, la motivazione fluttua: ci sono giorni in cui ci sentiamo ispirati e altri in cui tutto sembra pesante. Qui entra in gioco la forza di volontà, che ci permette di proseguire anche quando l’entusiasmo cala.

Ma c’è un legame più profondo: la forza di volontà può essere allenata come un muscolo. Studi neuroscientifici hanno dimostrato che quando ci costringiamo a fare cose che non ci va di fare (come lavorare su un progetto noioso o svegliarci presto per allenarci), la parte del cervello responsabile della forza di volontà – la corteccia prefrontale – diventa più forte e più grande. 

La forza di volontà è ciò che veramente fa la differenza nella vita delle persone. Chi vuole raggiungere obiettivi ambiziosi non guarda alla mancanza di voglia o alle difficoltà, non si ferma davanti agli ostacoli, non si lamenta.

Perchè chi è abituato a lottare, ogni momento, in ogni situazione, sa che non esistono le strade facili.
Lo si vede da millenni questo: gli Stoici, tra cui Seneca, Epitteto e Marco Aurelio, consideravano la disciplina interiore e la forza di volontà come elementi fondamentali per una vita virtuosa. Credevano che l’autocontrollo e la capacità di resistere alle tentazioni fossero essenziali per raggiungere l’equilibrio e la saggezza.

I Romani credevano che la grandezza di un individuo derivasse dalla sua capacità di controllare i propri istinti e di resistere alla fatica e alle difficoltà. La forza di volontà era una delle caratteristiche fondamentali dei leader e dei comandanti militari, che dovevano dimostrare fermezza anche nelle situazioni più difficili. Personaggi come Giulio Cesare e Scipione l’Africano venivano celebrati non solo per la loro abilità strategica, ma per la loro capacità di mantenere il controllo in situazioni estreme.

Ma torniamo al presente e vediamo meglio nel prossimo capitolo le recenti scoperte delle neuroscienze in tema di forza di volontà.

La forza di volontà e la corteccia prefrontale

La corteccia prefrontale, situata nella parte anteriore del cervello, è responsabile di funzioni cognitive complesse come il controllo degli impulsi, la pianificazione e il mantenimento dell’attenzione. È qui che risiede la nostra capacità di resistere alle tentazioni e di rimanere focalizzati sugli obiettivi a lungo termine.

Uno degli studi più noti è stato condotto dalla neuroscienziata Kelly McGonigal, autrice di The Willpower Instinct, che ha dimostrato come la forza di volontà non sia solo una qualità astratta, ma una funzione biologica allenabile. 

Il cingolo anteriore e la corteccia prefrontale dorsolaterale si attivano quando ci sforziamo di fare qualcosa che non vogliamo fare. Più usiamo queste aree, più esse si rafforzano, esattamente come accade con i muscoli durante l’allenamento.

McGonigal spiega anche che la forza di volontà è una risorsa limitata: più la usiamo nel corso della giornata, più tende a esaurirsi. È il motivo per cui dopo una lunga giornata di decisioni e sforzi mentali, la nostra autodisciplina cala e siamo più inclini a mangiare cibo spazzatura, procrastinare o lasciarci distrarre dai social media.

Esperimenti chiave

Uno studio condotto alla Stanford University ha mostrato che gli studenti che praticavano piccoli esercizi di autocontrollo (come usare la mano non dominante per compiti quotidiani) miglioravano la loro capacità di resistere alle distrazioni e di rimanere focalizzati nei mesi successivi.

Allo stesso modo, studi di imaging cerebrale hanno evidenziato che le persone che si impegnano regolarmente in attività che richiedono disciplina, come meditazione o sport, sviluppano una corteccia prefrontale più robusta.

Tutto questo significa che più ci abituiamo a fare cose difficili, più diventiamo bravi a gestire la fatica e la demotivazione nel lungo periodo.

Come applicare questi concetti al mondo del lavoro? Analizziamo, qui di seguito, come mantenere alta la motivazione nei periodi difficili.

Creare abitudini che riducano il consumo di forza di volontà

Come dicevamo, la forza di volontà è una risorsa limitata: ogni decisione che prendiamo durante il giorno la consuma. Per questo motivo, le persone di successo automatizzano alcune scelte per risparmiare energia mentale.
Ad esempio, Steve Jobs e Mark Zuckerberg indossavano sempre gli stessi vestiti per ridurre il numero di decisioni quotidiane. Nel lavoro, possiamo applicare lo stesso principio creando routine mattutine, processi standardizzati e una chiara suddivisione delle priorità.

Spezzare il lavoro in piccole unità gestibili

Quando un compito sembra enorme, la motivazione cala. Un trucco efficace è dividere il lavoro in micro-obiettivi, rendendolo meno impegnativo.
Un copywriter che deve scrivere un lungo report può, ad esempio, suddividerlo in blocchi: ricerca → struttura → scrittura → revisione. Ogni piccolo passo completato rilascia dopamina, il neurotrasmettitore della gratificazione, aumentando la motivazione.

Creare trigger motivazionali

Associare un’azione a uno stimolo positivo aiuta a mantenere l’impegno anche nei momenti difficili.
Un imprenditore che deve affrontare riunioni impegnative può associare il momento a una canzone energizzante o a una frase motivazionale, rendendolo meno pesante.

Riconoscere e celebrare i progressi

La motivazione si alimenta con il senso di avanzamento. Tenere traccia dei risultati raggiunti – anche piccoli – aiuta a restare focalizzati.
Molte aziende tech usano dashboard con KPI visuali per mostrare i progressi del team, stimolando la motivazione collettiva.

Come affrontare le crisi motivazionali e tornare in carreggiata.

La motivazione non è costante, e aspettarsi di essere sempre ispirati è irrealistico. Chi ottiene risultati non è chi è sempre motivato, ma chi agisce anche quando non lo è. La chiave è affidarsi alle abitudini e alla disciplina nei momenti di calo.
Quando senti di perdere motivazione, prova a riconnetterti al tuo “perché”. Scrivi su un post-it il motivo per cui hai iniziato un progetto e tienilo ben visibile.

Spesso la demotivazione è legata alla monotonia o a un ambiente poco stimolante. Cambiare spazio di lavoro, modificare la routine o persino lavorare in un bar per qualche ora può dare una scossa mentale.
Per esempio, se sei un grafico e ti trovi in un momento di blocco creativo puoi provare a lavorare in un coworking o fare brainstorming con colleghi per ritrovare ispirazione.

Un’altra strategia, quando tutto sembra pesante, consiste nell’iniziare con soli 5 minuti di lavoro. Spesso, il problema non è il compito in sé, ma l’energia necessaria per iniziarlo. Superato il primo ostacolo, l’effetto inerzia farà il resto.
Se hai un report da scrivere, puoi iniziare aprendo semplicemente il file e scrivendo l’introduzione. Il resto verrà più facilmente.

Fai il check della tua energia

La demotivazione a volte non è mentale, ma fisica. Stanchezza, cattiva alimentazione e mancanza di movimento impattano direttamente sulla produttività.
Se sei in calo, fai una passeggiata di 10 minuti o bevi un bicchiere d’acqua. Questi piccoli gesti possono sbloccare la mente.

Anche il confrontarsi con un collega, un amico o un mentor può offrire una prospettiva diversa e riaccendere l’entusiasmo.
Se stai affrontando una fase difficile puoi trovare ispirazione parlando con qualcuno che ha superato situazioni simili. A volte, una semplice chiacchierata può sbloccare nuove idee.

Conclusione

La motivazione è importante, ma è la costanza a fare la differenza. Se riusciamo a allenare la forza di volontà, costruire abitudini solide e adottare strategie pratiche, possiamo affrontare anche i periodi più difficili senza perdere la rotta.

Quando inizierai ad allenare la tua forza di volontà? Non aspettare, inizia subito! Now or Never

ULTIMI ARTICOLI

mindfullness sul lavoro

Mindfulness sul lavoro: perché provarla

L’orologio segna le 8:57 quando Matteo si siede alla scrivania, ancora con il sapore del caffè in bocca

Tecniche di produttività per lavoratori indipendenti

Introduzione: il tempo è la tua risorsa più importante Se stai leggendo questo articolo, probabilmente stai cercando di

Come il Mindset influisce sulla tua carriera

Benvenuto anche oggi in Now Or Never, la community pensata per chi vuole smettere di rimandare e iniziare